Gruppo Folk “La quadriglia”

Nel 1987 si è costituito ed opera, nel seno della Pro Loco Taurano, un gruppo di
ricerca delle tradizioni con l’intento di impostare un discorso di riscoperta di tutti i canoni originari del ballo della quadriglia e del laccio d’amore. In parallelo, poi, si sta proponendo un momento divulgativo mediante la creazione di un gruppo folcloristico stabile e la conseguente rappresentazione di tali danze, con notevole successo, in numerosi contesti d’Italia e ultimamente, mediante scambi culturali, con paesi esteri. Il gruppo si compone di 12 – 16 coppie di ballerini e di dieci musicanti, gli strumenti utilizzati dai “musicanti” sono quelli della tradizione popolare napoletana.

La Quadriglia

È un ballo popolare, ispirato dai francesi, durante le tragiche giornate della Repubblica partenopea del 1799 ma che ricorda primitivi rituali del mondo contadino. Il numero delle coppie deve essere un multiplo di quattro; a Taurano, per consuetudine, ballano dodici coppie. Con molta probabilità il ballo veniva usato per deridere e schernire i dominatori francesi i quali importarono dalla Francia i loro balli di corte che in più occasioni venivano presentati; i contadini, volendo imitare questi balli cercavano di copiarne passi e comandi.

Il laccio d’amore o “ballintrezzo”

Il Laccio d’Amore è un ballo, quasi certamente di tipo campestre, di datazione incentra, legato con molta probabilità, secondo gli studi più attendibili, ai riti propiziatori per la fertilità. Dovrebbe anzi rappresentare l’ultimo residuo di una più vasta liturgia di riti agresti di venerazione delle divinità arboree e di propiziazione
della fertilità. Infatti, secondo una prima accezione, le dodici coppie dovrebbero rappresentare i mesi dell’anno, l’intreccio dovrebbe essere sinonimo di interrelazione tra i vari mesi, il disco al centro dell’intreccio l’emblema del sole, fulcro della fertilità.

Una seconda versione, invece lega tale ballo all’ingresso al mondo adulto dei giovinetti, quindi alla fertilità umana, da qui il nome laccio d’amore. Con l’avvento del Cristianesimo il ballo viene riproposto ciclicamente ogni anno in occasione del Carnevale (inizio della primavere secondo la cultura contadina) e si tramanda in tale veste, sempre per tradizione orale, sino a noi. La caratteristica del ballo è l’intreccio e il disintreccio dei fili ad un ritmo vorticoso. L’intreccio da vita a delle spettacolari figure geometriche, variabili in funzione delle
posizioni che i ballerini assumono durante l’esecuzione della danza. Il laccio d’amore ha assunto man mano, in alcuni contesti, la connotazione di danza tipica delle feste e di ballo propiziatorio dei matrimoni, in occasione dei quali era tradizione trarre presagio del futuro della coppia dalla riuscita dell’intreccio e del dipanarsi dei fili.

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